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Petizione al governo del Regno Unito

Traduzione in italiano del testo della petizione

che potrete firmare alla pagina successiva.



Dite a Suella Braverman (Ministra degli Interni) e Rishi Sunak

(Primo Ministro) di fermare l’estradizione di Julian Assange
 

Appello:

Do not send Julian Assange to the country that conspired

to murder him” (“Non inviate JA nel paese che ha complottato

per assassinarlo”), lanciato il 18 marzo 2020 dalla Campagna

"Don't Extradite Assange" (Non estradate Assange).


Destinatari/-ie:

on. Rishi Sunak, Primo Ministro del Regno Unito (UK Prime Minister),

on. Suella Braverman, Ministra degli interni del Regno Unito (UK Home Secretary)

Ministero degli interni del Regno Unito (UK Home Office)



Se sarà estradato negli Stati Uniti, Julian Assange, padre di due figli minorenni di nazionalità britannica, dovrà scontare una condanna a 175 anni di reclusione in carcere per il solo fatto d’aver ricevuto e divulgato informazioni autentiche che denunciavano i crimini di guerra perpetrati dagli Stati Uniti.


La giudice britannica Vanessa Baraitser aveva decretato che «estradarlo negli Stati Uniti d’America sarebbe un atto di repressione» [1].


All’estradizione si oppongono tutte le più importanti organizzazioni per la libertà d’espressione e i diritti umani – Amnesty International [2], Reporters Sans Frontières [3], la National Union of Journalists [4], Big Brother Watch [5] e numerose altre –, sostenendo [6] che tale misura costituirebbe «una minaccia alla libertà di stampa in tutto il mondo».


PEN International [7], Reporters Sans Frontières e altre 14 fra organizzazioni di giornalisti/-e e per la libertà di stampa e d’espressione hanno indirizzato una lettera aperta alla nuova [8] Ministra degli interni del Regno Unito [9] esortandola a intervenire riguardo alla richiesta del governo statunitense di dare l’estradizione a Julian Assange, il divulgatore di “Wikileaks”. Il gruppo invita la Ministra degli interni a «cogliere al volo, con urgenza, quest’occasione di far sì che il governo britannico operi nell’interesse del giornalismo e della libertà d’informazione, anziché consentire al governo statunitense di continuare a perseguire tale caso ultradecennale fondato su ragioni politiche».


Amnesty International dichiara [10]: «Se Julian Assange dovesse essere estradato, o a qualunque altro titolo trasferito negli Stati Uniti, il Regno Unito verrebbe meno a[i propri] obblighi [in base al diritto internazionale][11]».


Human Rights Watch [12] ha pubblicato un articolo [13] nel quale si afferma: «L’unico elemento che si frapponga tra un eventuale processo penale ad Assange e una grave minaccia alla libertà di stampa nel mondo è il Regno Unito. È urgente che tale paese si erga a difesa dei principi che sono in pericolo».


La National Union of Journalists ha dichiarato [14]: «Le accuse mosse dagli Stati Uniti ad Assange costituiscono un’immane minaccia, tale da criminalizzare il lavoro di cruciale importanza svolto dal giornalismo d’inchiesta e la sua capacità di proteggere le proprie fonti».


Julian non sopravvivrà all’estradizione negli Stati Uniti.


In conformità agli obblighi da esso assunti a livello internazionale, al Regno Unito si richiede di impedire l’estradizione: esigiamo la pieno rispetto dell’art.4 del trattato in materia di estradizione stipulato fra il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America [15], che vieta il ricorso a tale misura per reati di natura politica [16].


Ora, la decisione di liberare Assange o invece mandarlo a morire è nelle vostre mani. Non inviate Julian nel paese che ha complottato per assassinarlo a Londra.


Voi potete e dovete salvare la vita a Julian Assange.


Distinti saluti, …



NOTE

1. Judiciary of England and Wales, District Judge Vanessa Baraitser in the Westminster Magistrates’ Court, between The Government of the United States of America -v- Julian Assange, 4 gennaio 2021, https://www.judiciary.uk/judgments/usa-v-julian-assange/ (n.b.: questo è il link oggi attivo, quello indicato all’epoca dai media non è più valido) – v. anche, fra l’altro: Claudia Rebaza, Kara Fox, Vasco Cotovio (CNN), “UK judge denies US request to extradite Julian Assange”, 4 gennaio 2021, https://edition.cnn.com/2021/01/04/uk/julian-assange-extradition-wikileaks-us-gbr-intl/index.html ; Julia Macfarlane (ABC), “Judge blocks Julian Assange's extradition to US. Because Assange is a suicide risk, he should not be extradited, the judge said”, 4 gennaio 2021, https://abcnews.go.com/International/judge-blocks-julian-assanges-extradition-us/story?id=75035603 – n.d.t.

2. www.amnesty.org – L’ong pioniera del movimento mondiale per i diritti umani, nata nel 1961 a Londra e oggi presente in oltre 70 paesi. – n.d.t.

3. rsf.org – Ong nata nel 1985 a Montpellier (Francia) per la difesa del diritto a un’informazione libera e affidabile. – n.d.t.

4. www.nuj.org.uk – Il sindacato nazionale dei/delle giornalisti/-e britannici, nato nel 1907 a Londra e oggi il maggior sindacato autonomo nel settore; fa parte dell’European Federation of Journalists (EFJ, europeanjournalists.org, nata nel 1994, la più grande associazione di giornalisti/-e d’Europa) e dell’International Federation of Journalists (IFJ, www.ifj.org, nata nel 1926 a Parigi, la più ampia federazione mondiale di sindacati e associazioni di giornalisti/-e). – n.d.t.

5. bigbrotherwatch.org.uk – Ong britannica nata nel 2009 a Londra per la difesa delle libertà civili, con particolare riferimento al diritto alla privacy. – n.d.t.

6. https://dontextraditeassange.com/statements/

7. www.pen-international.org – Ong nata nel 1921 a Londra per la difesa degli scrittori e delle scrittrici perseguitati e la promozione del «[r]ispetto per tutte le lingue e le culture […] [quale elemento] fondamentale nel processo di costruzione e mantenimento del dialogo e della pace nel mondo» (dal Manifesto di Girona sui diritti linguistici, che l’ong sostiene). – n.d.t.

8. S’intende nel 2020, al momento della redazione dell’appello. – n.d.t.

9. “United Kingdom: Joint letter calling on Home Secretary not to extradite Julian Assange to the US”, 7 ottobre 2020, https://pen-international.org/news/united-kingdom-joint-letter-calling-on-home-secretary-not-to-extradite-assange

10. “UK must refuse extradition of Julian Assange to the United States”, 13 giugno 2019, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2019/06/uk-must-refuse-extradition-of-julian-assange-to-the-united-states/

11. Nel testo originale del comunicato stampa, citato in modo improprio, si fa riferimento al «diritto internazionale in materia di diritti umani, il quale vieta il trasferimento d’una persona presso paesi nei quali si troverebbe in pericolo di gravi violazioni dei diritti umani». – nd.t.

12. hrw.org – Ong per la difesa dei diritti umani nata nel 1978 per denunciare le violazioni perpetrate nei paesi aderenti agli Accordi di Helsinki e oggi attiva in tutto il mondo. – n.d.t.

13. Kenneth Roth, “The Assange prosecution threatens modern journalism. The only thing standing between an Assange prosecution and a major threat to global media freedom is Britain”, 12 aprile 2019, https://www.hrw.org/node/329193/printable/print

14. “The arbitrary detention of Julian Assange set a dangerous precedent for journalists”, 1° gennaio 2020, https://europeanjournalists.org/blog/2020/01/02/international-journalist-statement-in-defence-of-julian-assange

15. Treaty Series No.13 (2007): “Extradition Treaty between the Government of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland and the Government of the United States of America with Exchange of Notes” (in breve, “UK-US extradition treaty”), adottato a Washington il 31 marzo 2003 ed entrato in vigore il 26 aprile 2007; testo integrale: https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/243246/7146.pdf oppure https://www.congress.gov/treaty-document/108th-congress/23/document-text – le domande frequenti del Ministero della giutizia statunitense: https://uk.usembassy.gov/our-relationship/policy-history/the-u-s-uk-extradition-treaty/ – un commentario indipendente: https://www.statewatch.org/media/documents/analyses/no-18-uk-usa-extrad.pdf – n.d.t.

16. Si noti che la disposizione si estende ai reati violenti considerati “non politici” precisati al comma 2, se l’autorità competente dello Stato che ha ricevuto la richiesta d’estradizione valuta che tale richiesta sottintenda motivazioni politiche (comma 3), – n.d.t.

 

[traduzione italiana e note aggiuntive a cura di Roberta Ronchi, ihcnor@yahoo.it]

 

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